Sub intrappolati in una grotta muoiono padre e figlio
25 luglio 2010
Riporto da Repubblica :
http://genova.repubblica.it/cronaca/2010/07/24/news/la_grotta_diventa_trappola_due_sub_morti_a_portofino-5800564/?ref=HREC1-1
I due sommozzatori di Piacenza, Angelo e Domenico Ferrari di 17 e 54 anni, sono deceduti nella grotta di San Giorgio. Fatale la risacca che ha impedito ai due di liberarsi. Un terzo compagno, un istruttore, è riuscito a dare l’allarme
PORTOFINO (Genova) – Sono morti intrappolati fianco a fianco, padre e figlio, in una grotta subacquea sotto la chiesa di San Giorgio, a Portofino. L’istruttore che era con loro è riuscito a salvarsi. Le due vittime sono Angelo e Domenico Ferrari, di 17 e 54 anni. Domenico Ferrari era sindaco di Agazzano, un comune di circa duemila abitanti in Valluretta, sulle prime colline del Piacentino. Alla guida di una lista civica di centrosinistra, era stato rieletto sindaco nel giugno 2009, ma era già stato primo cittadino di Agazzano tra il ’93 e il 2002.
I tre sommozzatori erano entrati in acqua intorno alle 12, dopo aver raggiunto in barca da Santa Margherita il luogo dell’immersione con una navigazione di 15 minuti. I tre, ad un certo punto, sono andati a visitare una delle tante grotte della parete rocciosa, situata a circa 5 metri di profondità sotto la chiesa di san Giorgio e che si incunea nella roccia per 6/7 metri.
Una volta entrati nella grotta di San Giorgio, però, qualcosa, probabilmente il moto ondoso, ha loro impedito di uscire. L’istruttore in qualche modo è riuscito a riemergere e a raggiungere terra a Portofino, dando immediatamente l’allarme. La zona sotto la chiesa di San Giorgio è stata raggiunta da un gommone con sei sommozzatori dei vigili del fuoco che hanno tentato in ogni modo di intervenire, bloccati però dalla forte risacca. I tentativi di recupero del corpo sono ora stati sospesi. Nel frattempo, da terra, è stato avvistato e recuperato il corpo di Domenico che il mare aveva evidentemente trasportato all’esterno della grotta.
L’European Diving Center di Santa Margherita, presso il quale le due vittime si erano appoggiate per l’immersione, è uno dei più importanti d’Europa, uno dei due centri italiani abilitati per formare gli istruttori degli istruttori e opera da 15 anni.
La grotta di San Giorgio, cosiddetta perchè sorge proprio al di sotto dell’omonima chiesa sulla punta del promontorio di Portofino, è in realtà un cunicolo che il moto ondoso o i movimenti franosi hanno creato lungo la parete rocciosa. Secondo gli esperti sommozzotori si tratta di un anfratto facile da esplorare, ad una profondità non superiore ai 15 metri. All’interno si possono trovare pesci rari e corallo rosso.
La grotta di San Giorgio non fa parte di un sistema di grotte propriamente detto, per cui per visitarla non è necessario adottare le regole che sono invece obbligatorie per le immersioni in grotta. Chiunque può entrare nel cunicolo, usando però alcune precauzioni. Oggi, ad esempio, il mare presentava un’onda alta circa un metro ed essa si riflette anche in profondità nel maroso, cioè nel movimento di flusso e reflusso del mare. Proprio questo particolare, sempre secondo gli esperti, rende inopportuno entrare nei cunicoli con tali condizioni di mare, poiché il maroso spinge i sub contro le pareti. Già qualche anno fà, in una grotta vicino, la Colombara, due sub persero la vita in circostanze analoghe a quelle odierne.
(24 luglio 2010)
